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Les conséquences économiques et socio-géographiques d'une frontière : le cas Franco-genevois

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Published in Confini e Regioni : il potenziale di sviluppo e di pace delle periferie : atti del convegno "Problemi e prospettive delle regioni di frontiera". 1973, p. 87-93
Abstract Up to 1860 Geneva was the natural urban center towards which the rural areas of the French Pays de Gex and of Haute Savoye tended, and until 1914 the frontier between the Canton of Geneva remained perfectly open; but whereas there were no difficulties to exchanges, there were some reasons why Genevan capitals were not invested in the French territory. It was World War I, however, which determined the closure of the borders, and the ensuing disintegration of the Genevan regional structure. Geneva re-oriented itself towards the interior of Switzerland and towards the inter-national context, while Haute Savoye started its own process of industrial growth. Nowadays the amazing rate of urban-industrial growth of Geneva, which passed from 202,918 to 331,599 people between 1950 and 1970, involves difficult problems in the relationships with the French hinterland. The author considers in some detail only two of them; the problem of ''frontalières", the cross-border commuters, who have grown from 2,349 in 1960 to more than 20,000 in 1972; and the problem of the purchase of French land by Genevan citizens, for agricultural but especially for secondary housing pur poses. Such phenomena involve no mean problems of economic and taxing standardizations, of social justice, of urban and industrial planning; it is suggested that the best possible solution is to give the Franco-Genevan border an updated version of the earlier permeability.
Abstract Fino al 1860 Ginevra era il naturale polo urbano verso cui convergevano i flussi dalle regioni agricole francesi (Pays de Gex) e dell'Alta Savoia, e fino al 1914 la frontiera tra il cantone di Ginevra e la Francia era estremamente permeabile; ma men-tre gli scambi commerciali potevano avvenire senza difficoltà, una serie di fattori spiegano una certa lentezza dei capitali ginevrini a diffondersi ed investirsi sul suolo francese. Tuttavia fu la Grande Guerra a chiudere i confini, determinando un degradamento del contesto regionale ginevrino, una diminuzione dell'integrazione di Ginevra col suo hinterland naturale, e il suo rivolgersi verso l'inter-no della Svizzera e verso il contesto internazionale; e da questo periodo l'alta Savoia inizia i suoi autonomi processi di sviluppo industriale. Intanto la crescita di Ginevra, che conosce un ritmo particolarmente vivace dal 1950 (202.918 abitanti nel 1950, 331.599 nel 1970) pone grossi problemi di rapporti con la regione francese circostante; tra questi, l'A. analizza in particolare il problema dei frontalieri (2.349 nel 1960, oltre 20.000 attual- mente) che, resiedendo in Francia, lavorano a Ginevra; e il problema dell'acquisizione di terreni francesi da parte di cittadini ginevrini, a scopo agricolo ma soprattutto di residenza secondaria. Simili fenomeni pongono problemi di perequazione economica e fiscale, di giustizia sociale, di pianifi-cazione urbanistica e industriale, per risolvere i quali è auspicabile restituire alla frontiera franco-ginevrina una versione aggiornata dell'antica per-meabilità.
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RAFFESTIN, Claude. Les conséquences économiques et socio-géographiques d'une frontière : le cas Franco-genevois. In: Confini e Regioni : il potenziale di sviluppo e di pace delle periferie : atti del convegno "Problemi e prospettive delle regioni di frontiera". [s.l.] : [s.n.], 1973. p. 87-93. https://archive-ouverte.unige.ch/unige:5502

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Deposited on : 2010-03-22

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